Guida alla locazione
Una guida per affittare un immobile a Venezia
Di seguito forniamo alcune informazioni utili per chi decide di affittare un immobile a Venezia, una guida alla locazione che vi aiuterà a capire quali sono le fasi e gli obblighi, le tasse previste nella stipula di un contratto d'affitto.
Preliminarmente alla presentazione dei contratti di locazione all’ufficio per la sua registrazione è necessario effettuare il calcolo e il pagamento dell’imposta di registro. L’importo dovuto è pari al 2% del canone complessivo della locazione, arrotondato all’unità di euro, con un minimo di 67 euro.
Per i contratti di locazione pluriennali il versamento può essere effettuato:
- in un’unica soluzione (usufruendo di uno sconto), calcolando il 2% sul corrispettivo dovuto per l’intera durata del contratto;
- anno per anno, applicando il 2% sul canone relativo a ciascuna annualità (tenendo conto degli aumenti ISTAT).
Tutti i pagamenti vanno effettuati utilizzando il modello “F23”, una copia del quale va consegnata all’ufficio locale dell’Agenzia delle Entrate insieme alla richiesta di registrazione.
I versamenti sono a carico del locatore e del conduttore in parti uguali, ma entrambi rispondono in solido del pagamento dell’intera somma, ovvero in caso di accertamento di mancato versamento la corresponsione, comprensiva di interessi e sanzioni, sarà richiesta ad entrambi, ed il pagamento di uno dei due contribuenti libererà anche l’altro.
Per le risoluzioni (disdette anticipate del contratto) e le cessioni senza corrispettivo dei contratti di locazione e sublocazione di immobili urbani di durata pluriennale, l’imposta si paga nella misura fissa di 67 euro e i contraenti devono versare l’imposta dovuta entro 30 giorni utilizzando sempre il mod. F23, le copie dei versamenti relative a proroghe e risoluzioni vanno consegnate o spedite all’ufficio competente entro 20 giorni dal pagamento.
Non si paga imposta di registro sul deposito cauzionale versato dall’inquilino. Il deposito o le altre forme di garanzia sono soggetti, invece, all'imposta di registro (nella misura dello 0,50%) se prestati da un terzo estraneo al rapporto di locazione.
La cedolare secca, invece, è una nuova forma di tassazione degli affitti o, meglio, dei contratti di locazione ed è una delle novità più attese nell'ambito della riforma federalista. Essa dà la possibilità di pagare sui redditi da locazione un'imposta sostitutiva del 19% per i contratti a canone "concordato" nelle città ad alta tensione abitativa (durata 3 + 2 anni) e del 21% per i contratti a canone "libero" (durata 4 + 4 anni).
Il nuovo regime è facoltativo, perché la convenienza varia in base al livello di reddito ed in base alla tipologia di contratto (concordato o a canone libero). L'opzione per la cedolare secca riguarda solo le persone fisiche, mentre restano esclusi coloro che esercitano una attività professionale o d'impresa. Inoltre, essa è limitata agli immobili affittati ad uso abitativo, oltre ad eventuali pertinenze, come box e cantine locati assieme all'appartamento mentre risultano esclusi i terreni, gli uffici, i negozi e gli altri immobili non abitativi.







